Il termine indica l’ossessione psicologica per il mangiare sano. Nutrirsi in modo salutare diventa un pensiero costante che assorbe buona parte delle energie della persona, al punto che se non vengono scrupolosamente rispettate determinate regole alimentari la persona si sente in colpa, frustrata, arrabbiata con se stessa, così da inasprire ulteriormente le regole autoimposte e da pretendere da se stessa standard ancora più alti. L’unico modo per difendere la propria autostima sembra essere quello di rispettare un rigido stile di vita autoimposto. Tuttavia, ciò comporta un alto costo personale: non solo perché l’autostima è sempre a rischio, ma anche perché molti momenti di socialità passano attraverso la condivisione del cibo, quindi un atteggiamento rigido verso il cibo può comportare isolamento sociale. Il trattamento dell’ortoressia necessita un intervento congiunto, finalizzato sia a reintegrare gli alimenti propri di una dieta variata sia a far emergere le paure legate alla trasgressione di un rigido (e non realmente sano) schema alimentare, aiutando la persona ad entrare in contatto con i reali bisogni del proprio corpo e con ciò che è davvero funzionale al suo benessere.

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