Una vaschetta di gelato da aggredire, il divano, e una bella (quanto deprimente) colonna sonora d’accompagnamento mentre affondiamo il cucchiaino nel gelato… Quella di Bridget Jones è una scena tanto divertente quanto notae rappresenta la fame cosiddetta “nervosa”, o, meglio, il mangiare per riempire un “vuoto”. Vuoto che in realtà ha che fare con uno stato emotivo: ansia, rabbia, paura, tristezza. E nel momento in cui mangiamo affannosamente (o meglio, emotivamente) è probabile sorgano emozioni come senso di colpa, vergogna o inadeguatezza. Quell’ emozione spiacevole scomparirà per breve tempo, mentre gli effetti di un’alimentazione non equilibrata potrebbero essere meno effimeri…Un regime alimentare equilibrato e del movimento sono già un ottimo inizio, perché ci danno oltre che un equilibrio nell’ alimentazione anche un ritmo da rispettare nella giornata (cioè sappiamo quando consumare pasti e spuntini ma anche quando fare un po’ di attività fisica, che ci fa bene soprattutto se è un’attività che ci piace e ci aiuta a scaricare la tensione e liberare i pensieri). Cosa più complessa, ma non impossibile nè meno importante, è parlare a se stessi: chiederci qual è lo stato d’animo che ci ha mosso verso il cibo e perché… In fondo anche Bridget Jones aveva il suo diario 

😉

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